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SEO Guide 7 ago 2024

Cos'è la volatilità delle SERP e come affrontarla?

Questo articolo è una traduzione della versione originale in inglese. Leggi l’originale

Ti è mai capitato di vedere un improvviso calo nel posizionamento, per quanto ti fossi impegnato a far salire una pagina nella SERP (Search Engine Result Page) di Google? Oppure, al contrario, ti sei mai sorpreso di ritrovarti all’improvviso in cima ai risultati di ricerca con una parola chiave su cui puntavi da tempo? Tutti questi cambiamenti inaspettati sono dovuti alla volatilità delle SERP, un fattore cruciale e inevitabile nel mondo dei motori di ricerca. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, perché è importante tenerne conto, quali sono le cause e come superarla. Iniziamo.

Volatilità delle SERP

Cos’è la volatilità delle SERP?

Il termine indica semplicemente le forti oscillazioni (in salita o in discesa) del posizionamento di una pagina web nelle SERP di Google. È senza dubbio frustrante per chi gestisce un sito, perché l’effetto si riflette direttamente sul traffico. Queste oscillazioni significative possono essere incoraggianti o preoccupanti, a seconda di come si presentano.

Tenere sempre sotto controllo la volatilità delle SERP è una bella sfida, ma un piano strategico può aiutarti a superarla. Ti basta capirne le cause profonde e conoscere le soluzioni disponibili per affrontarle.

L’anno scorso Semrush ha condotto uno studio sulla volatilità delle SERP nei settori più comuni negli Stati Uniti. Ha analizzato i primi 20 risultati di ricerca per un mese, riscontrando una volatilità media di 4,8 sia su desktop sia su mobile. In pratica, in quel periodo le pagine web sono salite o scese in media di 4,8 posizioni.

La volatilità delle SERP nasce dal fatto che i motori di ricerca cercano di capire quali pagine siano davvero utili per gli utenti. Con miliardi di pagine online, devono scegliere quali mostrare e in che ordine. Lo fanno spostando i risultati e osservando se le persone ci cliccano e li trovano utili.

A questo punto sappiamo cos’è la volatilità delle SERP, ma sorge una domanda: perché è importante conoscerla a fondo?

Perché è importante conoscere la volatilità delle SERP?

Immagina di essere un professionista SEO: passi sicuramente molto tempo a far crescere traffico e visibilità dei tuoi clienti giorno dopo giorno, mese dopo mese e persino anno dopo anno. Per farlo devi prestare attenzione alla volatilità delle SERP, perché è direttamente legata alla visibilità e alle prestazioni di ricerca dei tuoi clienti.

La maggior parte dei brand si affida a parole chiave brand e non brand per portare traffico e conversioni alle proprie pagine, generando così valore concreto per il business. E all’improvviso tutti i tuoi sforzi vanno in fumo a causa di cambiamenti drastici nei risultati delle SERP. Perdere il posizionamento può essere devastante.

Quali sono le cause della volatilità delle SERP e come affrontarla lo vediamo nei prossimi paragrafi; per ora ci basta che tu abbia capito che la volatilità delle SERP è importante e va presa sul serio.

Le cause della volatilità delle SERP: le 5 più importanti

Le cause della volatilità delle SERP sono tantissime. Di seguito ti presentiamo le più comuni e importanti, quelle da tenere in considerazione quando ti trovi ad affrontare queste situazioni.

1. Aggiornamenti frequenti dell’algoritmo

La prima e principale causa della volatilità delle SERP sono gli aggiornamenti dell’algoritmo. Per esempio, il March 2023 Core Update di Google è stato un aggiornamento importante che ha provocato un’elevata volatilità. In sostanza, solo i contenuti di alta qualità che rispondono all’intento dell’utente si sarebbero posizionati in alto nelle SERP di Google. Ecco perché i risultati sono stati scossi in modo significativo.

L’aggiornamento dell’algoritmo non è solo una delle cause principali: è proprio la causa centrale della volatilità delle SERP. Google lavora costantemente per offrire la migliore esperienza possibile agli utenti finali. Alcuni aggiornamenti minori possono passare senza annuncio da parte di Google, ma quelli più grandi creano sempre scompiglio nei risultati. Per questo devi tenere sempre d’occhio i principali aggiornamenti dell’algoritmo.

Con questi aggiornamenti, l’obiettivo finale di Google è offrire all’utente la migliore esperienza in ogni ricerca. Inutile dire che devi adattarti a questi cambiamenti per restare un concorrente forte nella corsa al posizionamento.

2. Comportamento degli utenti

Un’altra causa importante della volatilità delle SERP è il comportamento degli utenti. Google pensa sempre ai suoi utenti, quindi il posizionamento può cambiare in base a come le persone interagiscono con i risultati di ricerca. Quando qualcuno cerca qualcosa, Google cerca di fornire i risultati più pertinenti per garantire un’ottima esperienza. Possiamo quindi dire che il comportamento degli utenti è così importante da influenzare persino ciò che è considerato pertinente e ciò che non lo è.

Per esempio, se un utente trascorre molto tempo su una determinata pagina dopo aver cercato una parola chiave specifica, quella pagina salirà nel posizionamento per quella parola chiave, perché Google la considera pertinente. Dopotutto, risponde alle domande degli utenti.

Per capire l’impatto del comportamento degli utenti sul posizionamento, puoi prendere in considerazione alcune metriche:

  • Click-Through Rate (CTR): il CTR indica la percentuale di persone che cliccano sul tuo URL quando compare nei risultati di ricerca. Per ottenere un buon tasso di clic, scrivi title tag e meta description coinvolgenti e pertinenti**.**

  • Tasso di coinvolgimento: una volta ottenuto il clic, conta quanto le persone interagiscono con il tuo sito. Come misurarlo? Per esempio contando i like e le condivisioni dei tuoi post.

  • Tempo sul sito: indica quanto tempo le persone trascorrono sul tuo sito o su una pagina specifica dopo esserci entrate. Per migliorarlo ti basta creare contenuti di qualità con immagini, video, GIF accattivanti e così via.

  • Frequenza di rimbalzo: questo è un vero campanello d’allarme! La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di persone che arrivano sul tuo sito ma lo abbandonano senza trascorrervi tempo. Se è alta, significa che i tuoi contenuti non sono all’altezza e non soddisfano le aspettative degli utenti. Per questo devi assicurarti che siano abbastanza pertinenti e capaci di coinvolgere il tuo pubblico.

3. Intenti di ricerca diversi

Quando le persone cercano qualcosa, Google cerca sempre di mostrare risultati utili. Ma a volte le persone usano le stesse parole chiave con scopi diversi. Per esempio, chi cerca ‘Email Marketing’, una parola chiave molto generica, potrebbe voler sapere cos’è, come iniziare, da dove partire, quali strumenti possono aiutarlo e così via.

Volatilità delle SERP

Google vuole però che i siti rispondano esattamente a ciò che gli utenti stanno cercando. Per questo è meglio scrivere di argomenti specifici piuttosto che generici.

4. Forte concorrenza sulle parole chiave

Più una parola chiave è ambita, più persone vorranno usarla. Queste parole chiave popolari cambiano molto e hanno un alto potenziale di volatilità nelle SERP. Devi quindi pianificare come usarle e monitorarle con attenzione e regolarità.

5. Argomenti di tendenza e cambiamenti delle funzionalità SERP

Le pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP) sono soggette a oscillazioni frequenti. La continua sperimentazione di Google con le funzionalità delle SERP, come i Rich Snippet, può influire in modo significativo sulla disposizione dei risultati. Inoltre, la natura dinamica degli argomenti di tendenza incide sulla composizione dei risultati di ricerca.

Come misurare la volatilità delle SERP: i 3 migliori strumenti

Esiste un’ampia gamma di strumenti per misurare la volatilità delle SERP. Qui sotto abbiamo elencato i più efficaci e i più apprezzati dagli utenti.

1. Mozcast

Per monitorare la volatilità delle SERP, Mozcast è uno degli strumenti più consigliati dagli utenti. La sua funzione più interessante è il bollettino meteo, che indica quanto è stato turbolento l’algoritmo di Google negli ultimi tre mesi.

Se il meteo segnala un clima più caldo e tempestoso, significa che nei giorni successivi le SERP saranno imprevedibili. Un altro punto di forza dello strumento è che è gratuito e mostra dati reali.

2. Semrush Sensor

Tra gli strumenti per la volatilità delle SERP, Semrush Sensor è un altro dei più importanti e utilizzati. La visualizzazione è eccellente, soprattutto la possibilità di passare tra mobile e desktop, paesi, categorie e altro ancora. In più, lo strumento consente di confrontare diverse funzionalità delle SERP, come i featured snippet, gli annunci e altro.

Semrush Sensor, strumento per controllare la volatilità delle SERP

3. Algoroo

Nella lista degli strumenti di visibilità nelle SERP spicca anche Algoroo, con i suoi risultati settimanali di vincitori e perdenti. Lo strumento mostra report allineati alle date degli aggiornamenti di Google, il che rende facile capire quale aggiornamento potrebbe aver avuto un impatto (positivo o negativo) sul tuo sito.

Algoroo, strumento per controllare la volatilità delle SERP

Come affrontare la volatilità delle SERP: 6 consigli da esperti

Quando hai a che fare con la volatilità delle SERP, il primo e più importante consiglio è: niente panico, mantieni la calma! Prenditi il tempo per individuare dov’è il problema e agisci di conseguenza. Tornerai sicuramente in carreggiata. E per aiutarti a trovare il problema, ecco alcuni consigli:

1. Monitora costantemente la tua visibilità

Per affrontare la volatilità delle SERP non c’è niente di più importante che monitorare costantemente le tue parole chiave, così da notare ogni cambiamento nelle SERP di Google. Esamina con attenzione le tue landing page per capire quali parole chiave e quali pagine sono state colpite. Verifica anche se la pagina soddisfa o meno le aspettative degli utenti.

Anche controllare i backlink persi e i tempi di caricamento del sito sono attività basilari ma importanti per affrontare la volatilità delle SERP. Una cosa da sottolineare: un calo di traffico non significa necessariamente che tu sia stato colpito da un core update di Google. Google regola continuamente i suoi aggiornamenti, quindi il calo potrebbe essere solo temporaneo.

2. Ottimizza bene il sito per i dispositivi mobili

Esistono migliaia di siti che si concentrano solo sull’ottimizzazione per desktop e trascurano quella per mobile. Poi si chiedono perché il sito sia stato penalizzato dall’aggiornamento. E non è solo una questione di ottimizzazione: ci sono siti che ancora non superano i Core Web Vitals (CWV).

Senza dubbio, non ottimizzare per il mobile può portare a un calo di traffico, perché oggi gli utenti cercano un’esperienza mobile migliore. Sono finiti i tempi in cui tutto ruotava attorno al desktop.

3. Tieni traccia delle modifiche al sito e risolvi i problemi tecnici

C’è un’abitudine degli sviluppatori su cui probabilmente sarai d’accordo con noi: spesso aggiornano il sito (per esigenze legittime, ovviamente) senza avvisare il team SEO. Se così facendo cambiano title tag, intestazioni di pagina o struttura degli URL, posizionamento e traffico possono crollare.

Per questo è fondamentale una buona comunicazione tra sviluppatori ed esperti SEO ogni volta che si apportano modifiche tecniche al sito. Tieni traccia dei problemi tecnici e risolvili, restando sempre aggiornato.

4. Riguarda i dati passati

Trascurare i dati passati e storici è uno degli errori più gravi per brand ed esperti SEO. Analizzando lo storico puoi scoprire parole chiave e pagine che un tempo andavano molto bene ma sono scivolate nelle SERP, magari per qualche problema minore.

Tra i problemi minori possono esserci contenuti obsoleti, problemi tecnici o, più in generale, una strategia di contenuto debole. E non solo: potresti aver perso backlink di qualità, con conseguente calo nelle SERP. Inutile dire che analizzare i dati passati è essenziale per affrontare la volatilità delle SERP.

5. Verifica che Analytics sia configurato correttamente

Che tu sia d’accordo o no, capita che gli analytics siano configurati male. Può trattarsi di una configurazione errata, dell’assenza del codice di monitoraggio sui nuovi template di pagina, oppure del codice di monitoraggio rimosso per qualche motivo dai template.

Per affrontare la volatilità delle SERP devi assicurarti che i codici di monitoraggio siano presenti su tutte le pagine del sito e che siano accessibili ai motori di ricerca.

6. Fai un audit completo dei contenuti del sito

Se manca il coinvolgimento degli utenti con i contenuti del sito, la visibilità nella ricerca cala. Devi esaminare a fondo i contenuti del tuo sito. Fatti qualche domanda! I contenuti mantengono un’alta qualità? Offrono abbastanza valore, trasparenza e le informazioni di cui gli utenti hanno bisogno? Rispondono a ciò che cerca chi fa la ricerca?

Come fare? Basta confrontare i tuoi contenuti con quelli dei concorrenti ben posizionati nelle SERP e trovare il modo di superarli. Cerca gli elementi che i concorrenti hanno e a te mancano.

Una verità assoluta: se i tuoi contenuti non coinvolgono il pubblico e non forniscono le informazioni di cui ha bisogno, Google non ti darà priorità nei risultati di ricerca. Devi solo creare contenuti utili e di alta qualità. Per farlo puoi seguire le linee guida E.E.A.T.

Tieni gli occhi aperti e gestisci al meglio la volatilità delle SERP

Se hai un brand, gestisci un sito o fai marketing, non c’è alternativa a restare aggiornato sugli aggiornamenti di Google per monitorare le oscillazioni di visibilità. Gli strumenti citati sopra possono aiutarti a seguire i cambiamenti e a capire cosa fare. Come già detto, niente panico. E assicurati di aver messo in pratica anche i consigli che ti abbiamo dato per affrontare la volatilità delle SERP.

Integra correttamente la tua strategia SEO e ricorda una cosa: ‘Content is King’. Scrivi quindi contenuti approfonditi che aiutino gli utenti a risolvere i loro problemi. Speriamo che l’articolo ti sia piaciuto. Per ricevere sempre nuovi consigli e trucchi SEO, iscriviti subito al nostro blog.

Shahidul Islam

Scritto da

Shahidul Islam